STORIA

Le Confraternite di Misericordia ebbero origine nell’anno 1244 per iniziativa di San Piero Martire dell’Ordine dei frati predicatori, che fondò la Compagnia o Confraternita di S. Maria della Misericordia. Nelle Costituzioni della attuale Arciconfraternita della Misericordia di Firenze si legge fra l’altro, “Uomini di viva fede la istituirono ordinandosi in sodalizio per onorare Dio con opere di Misericordia verso il prossimo. Una moltitudine di aggregati coopera con il corpo principale dei Confratelli nelle opere di religione e di carità. Ai fratelli della Misericordia è vietato ricevere qualsiasi cosa per il servizio che non sia un bicchiere di acqua”.

Dagli Statuti della Misericordia Madre si ricava quindi in modo inequivocabile l’origine e l’ispirazione delle Misericordie. Infatti le Confraternite di Misericordia, poiché questo è il loro esatto nome come si rileva dallo stemma che porta una F e una M intercalate da una croce latina, sorsero sette secoli addietro in molte città italiane quale forma di apostolato associativo a carattere laicale, sotto la diretta responsabilità degli iscritti. Questa fu una valida forma di organizzazione che consentì alle Confraternite di nascere con stile moderno tanto da presentarsi oggi come efficienti espressioni di volontariato organizzato, non chiuso in se stesso ma aperto ai problemi della complessa società del nostro tempo. Possiamo quindi affermare che le Misericordie sorsero come spontanea aggregazione di cittadini che in ogni tempo sentirono la necessità di svolgere, per dovere sociale e religioso, quelle attività di assistenza e di intervento a favore dei bisognosi e sofferenti; infatti molti ospedali, istituti ed anche strade portano ancora oggi il nome di Misericordia a ricordo delle Confraternite che li fondarono.

Nei secoli dall’Italia esse si diffusero nel mondo ed oggi sono presenti in vari paesi europei, in Africa, in Asia ed in America.
Particolarmente in Unione Sovietica con la “Perestroika” oltre 100 città sono ora sedi di Misericordie che tendono a coagularsi in un movimento pansovietico. In Italia attualmente le Misericordie sono organizzate a livello nazionale nella Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia (cfr. “Le Misericordie confederate al 28.2.1991”).
La Confederazione nacque durante il primo congresso nazionale che si tenne a Pistoia nell’anno 1899. La Confederazione oggi riunisce oltre 450 Confraternite e 450 Gruppi donatori di sangue “Fratres” diffusi su tutto il territorio italiano.
Il Santo Padre Giovanni Paolo II nell’Udienza del 14 giugno 1986 ha affidato alle Misericordie un preciso compito: essere “promotori e fautori della civiltà dell’amore e testimoni infaticabili della cultura della carità”.
Questo è il preciso programma con il quale le Misericordie italiane con i loro sette secoli di storia si avviano al terzo millennio.

La Misericordia ha per fondamento una “pietra”, come la Chiesa. San Pietro Martire, domenicano come il Savonarola, è il fondatore della Misericordia; è di Verona ed è un inquisitore. Inviato a Firenze, vince con la spada e con la parola gli eretici. Chiama a raccolta i nobili e la plebe e scuote Firenze con la sua santità e con la potenza dei suoi sermoni: piazza dell’Unità dovette essere allargata per contenere gli uditori dell’incredibile frate. Ma gli eretici, vinti, gli faranno pagare caro il trionfo: nei pressi di Como, in un’imboscata, lo faranno fuori, spaccandogli la testa. Il frate troverà la forza, prima di morire, di scrivere col sangue la parola “credo”, in testimonianza della sua invincibile fede. La fede del martire troverà la sua fecondità nell’amore. Da quel sangue sbocceranno le Misericordie. I capitani del popolo che affiancarono il frate nella battaglia per la fede, restano uniti e danno il via alle opere di carità. Avevano dato al frate il braccio ed il cuore. Deposta la spada, continuarono a dare il cuore ai miseri; Miseris – cor – dare: Misericordia.

La divisa dei fratelli della Misericordia è costituita da una specie di tunica o gabbana, la “Veste”. Il colore è nero, che, nel linguaggio della Chiesa, simboleggia il sacrificio e la penitenza. La Veste è cinta con una corona: la corona del Rosario. Esprime lo spirito di preghiera e di devozione alla protettrice della Misericordia, la Madonna. La Veste ha anche un cappuccio, detto “Buffa”, che simboleggia l’anonimato dell’opera buona. La Buffa nasconde il volto, per non essere visti, perché nessuno sappia chi dover ringraziare.

Il Magistrato della nostra Misericordia

Il Magistrato, l’organo governativo della Misericordia, si costituisce tramite elezioni interne all’associazione. Possono votare tutti i soci con almeno due anni di anzianità. Il mandato di governo ha durata quadriennale.
Il Magistrato è composto da otto consiglieri, uno dei quali è nominato Governatore dell’Associazione, un correttore e tre revisori dei conti.
Il Governatore è anche il Rappresentante legale dell’Associazione.

Il Magistrato della Misericordia
come da Elezioni del 18 Gennaio 2015

Luciano Falchi
Governatore

Carlo Ciardi
Vice-governatore

Giacomo Bischeri
Leone Cungi
Debora Galli
Luca Lapucci
Paolo Moretti
Francesco Veltroni
Consiglieri

Don Valtere Tanganelli
Correttore

Roberto Rossi
Segretario

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